Cos’è la mammografia: a cosa serve e come si fa
Si dice spesso che “prevenire è meglio che curare” e leggendo questo post capiamo che è proprio così quando parliamo di tumori. In Italia i nuovi casi sono circa 1.030 al giorno (dati Aiom “I numeri del cancro in Italia 2020”), ma di questi circa il 40 per cento può essere prevenuto adottando uno stile di vita corretto ed essere diagnosticato in fase iniziale. Prima che quindi si manifesti a livello clinico. Ecco perché la prevenzione è fondamentale e il Servizio sanitario nazionale effettua tre programmi di screening per la prevenzione dei tumori: seno e collo dell’utero per la popolazione femminile e colon-retto per tutti. Nello specifico, il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne (dati Aiom “I numeri del cancro in Italia 2021”), nelle quali circa un tumore maligno ogni tre è un tumore al seno.
Aderire a uno screening è il primo passo e il più importante per una eventuale diagnosi precoce: fondamentale parlarne con il medico di famiglia o uno specialista e fare gli esami: superati i 40 anni è consigliabile un controllo senologico periodico, mentre dai 45-50 anni è importante aderire alla lettera di invito ai programmi organizzati di screening. In presenza di fattori di rischio familiari, la raccomandazione è sempre quella di chiedere consiglio al proprio medico.
La mammografia non è di norma un esame doloroso e quindi si esegue senza ricovero, senza anestesia o sedazione della paziente. Non bisogna avere paura di farla e il consiglio è quello di rivolgersi sempre ai centri specializzati distribuiti sul territorio, come per esempio quelli che hanno ricevuto in donazione i mammografi della Campagna
Mammografia, in cosa consiste e chi la esegue
La mammografia è un esame radiologico della mammella, mediante l’impiego di una bassa dose di radiazioni ionizzanti per pochi secondi, che consente di identificare precocemente i tumori del seno, in quanto è in grado di individuare i noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. La mammografia viene eseguita da un medico specialista in Senologia in ambulatorio, quindi non c’è bisogno di un ricovero o di un day hospital.
Non occorre alcun tipo di preparazione nelle ore o il giorno precedente all’esame, si può mangiare e bere. Il consiglio è di indossare abiti comodi e di non applicare sulla pelle nella zona interessata dall’esame creme o deodoranti perché potrebbero alterare l’immagine a disposizione del medico per l’esame. Se si sono eseguiti esami precedenti, a partire dalla mammografia di screening, è bene portarli con sé e informare il medico.
Informazioni pratiche per chi deve fare lo screening alla mammella
Il tempo di un esame è di circa 15 minuti non considerando le fasi di accettazione e di colloquio con il medico. Nell’esame è previsto il posizionamento della mammella su un piano (detettore) e la compressione con una piastra (compressore) per garantire l’immobilità durante l’esame e avere immagini nitide e di qualità. Si eseguono in totale 4 proiezioni: visualizzando la mammella sia dall’alto verso il basso che lateralmente.
La durata effettiva dell’esame al macchinario è di pochi secondi per proiezione. Una maggiore accuratezza nella diagnosi viene ottenuta dalla valutazione della mammografia effettuata separatamente da 2 medici radiologi. In caso di esito positivo, si viene invitate a eseguire una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica che confermino o meno l’effettiva presenza di un tumore.
Fare una mammografia o l’ecografia al seno?
La mammografia è l’esame diagnostico migliore nella ricerca di anomalie al seno per individuare piccoli tumori clinicamente ancora silenti o per investigare un’anomalia del tessuto mammario come un nodulo. Nel programma di screening è l’esame da svolgere ogni due anni per le donne nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni.
L’ecografia è invece consigliata alle donne in età inferiore ai 40 anni con un elevato rischio genetico per il carcinoma mammario come anche in presenza di sintomi (dolore) o reperti palpatori (noduli). Un esame ecografico potrebbe essere richiesto dal medico a complemento di una mammografia e all’interno di un percorso di diagnosi.