Chi deve fare lo screening mammografico e quando

 

Il cancro al seno è un nemico che può essere affrontato giocando d’anticipo con stili di vita sani e senza abbassare la guardia grazie allo screening. La mammografia è fondamentale nella prevenzione del tumore al seno, che risulta essere la patologia oncologica più diffusa nella popolazione femminile (834.154 casi nel 2021 secondo i dati Aiom), includendo quasi la metà (43%) di tutte le donne che vivono dopo una diagnosi di tumore. Grazie alla diagnosi precoce e all’efficacia delle cure, la sopravvivenza delle donne affette da tumore al seno è migliorata con la mortalità che si è ridotta notevolmente e la sopravvivenza stimata a 5 anni in aumento.

 

10 consigli utili prima dello screening mammografico

Lo screening per il cancro del seno è rivolto alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l’esecuzione gratuita della mammografia ogni due anni secondo le indicazioni del Ministero della Salute italiano. Quindi ecco un elenco di alcune buone pratiche da tenere a mente quando vogliamo aderire al programma di screening:

  1. Rispettare i tempi dello screening mammografico in base all’età e ad eventuali predisposizioni familiari
  2. Parlare sempre prima con il medico di famiglia o uno specialista per avere tutte le informazioni sull’esame e i centri dove poterlo effettuare
  3. Ansia e paura sono spesso compagni scomodi in questo viaggio di prevenzione: ricordate però che nella maggior parte dei casi l’esito è negativo. Se l’esame dovesse invece richiedere ulteriori approfondimenti sono proprio la tempestività e la diagnosi precoce dello screening gli alleati che possono fare la differenza nel percorso di cura
  4. Non procrastinare: scrivete quindi sul calendario il giorno e l’ora in cui volete fare l’esame di screening per avere un’alta probabilità di prenotare la visita senza tergiversare
  5. Il giorno dell’esame non applicate sulla pelle deodoranti o creme che potrebbero alterare l’immagine della mammografia
  6. Cercate di rilassarvi, è dimostrato che il disagio accresce uno stato psicologico negativo
  7. Il medico è una persona fidata con cui parlare e confrontarsi condividendo anche ansie e paure
  8. In caso di protesi al seno comunicatelo già in fase di prenotazione: il centro saprà dirvi se sono in grado di eseguire l’esame o indirizzarvi a un altro centro specializzato
  9. Rivolgetevi sempre a centri che hanno macchinari di ultima generazione, più affidabili e con meno emissioni di radiazioni
  10. Conservate con cura la documentazione e i referti dello screening per portarli a ogni controllo medico successivo perché le informazioni potrebbero essere di fondamentale importanza per un confronto

 

 

Mammografia: da che età?

In generale uno screening deve rispondere al requisito di ridurre la mortalità della popolazione a causa di una determinata patologia. Quello mammografico, per il tumore al seno, ha dimostrato di ridurre la mortalità del 40% per le donne nella fascia di età tra i 50 e i 69 anni (fonte: Airc).

Superati i 40 anni è dunque consigliabile un controllo senologico periodico, mentre dai 45-50 anni è importante aderire alla lettera di invito ai programmi organizzati di screening. In presenza di fattori di rischio familiari, la raccomandazione è sempre quella di chiedere consiglio al proprio medico.

 

Come si fa lo screening oncologico per il tumore al seno?

La mammografia, da un punto di vista tecnico, è un esame radiologico della mammella che permette di identificare precocemente i tumori in quella parte del corpo perché è in grado di individuare i noduli, anche di piccole dimensioni, non ancora percepibili al tatto. Quindi l’autopalpazione mensile del seno è una buona pratica, ma non può sostituire lo screening mammografico per le donne che rientrano in questo programma.

Proprio questi programmi organizzati di screening prevedono che l’esame venga eseguito visualizzando la mammella sia dall’alto verso il basso che lateralmente. Una maggiore accuratezza nella diagnosi viene ottenuta dalla valutazione della mammografia effettuata separatamente da 2 medici radiologi.

 

Uno screening è per la prevenzione e diagnosi precoce di patologie oncologiche

Una positività alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di cancro al seno, anche se indica una maggiore probabilità di essere affette dalla patologia.

Per questo motivo, in caso di un sospetto, al primo esame seguono ulteriori accertamenti diagnostici che, sempre all’interno dei programmi organizzati di screening, consistono in una seconda mammografia, in un’ecografia e in una visita clinica. A questi esami può far seguito anche una biopsia per valutare le caratteristiche delle eventuali cellule tumorali. Soltanto al completamento di questo percorso si ottiene un responso medico certo e si avvia tempestivamente un percorso di cura.